giovedì 9 luglio 2026

La Strada Europea dei formaggi passa per i Colli Piacentini – Il Caseificio Borgonuovo a Monticelli d’Ongina


“Ora è il momento di degustare uno dei formaggi più intriganti dei Colli

Piacentini : il cacio del Po”.

Così ci siamo detti, nel nostro sempieterno peregrinare di vagabondi del

gusto, certamente non assimilabili ai giornalisti da tastiera.

Così la buona scusa di abbinare ai vini locali un buon formaggio, ci ha portati in una delle Cantine del Piacentino, che ci ha fatto trovare il Cacio del Po’ del Caseificio Borgonuovo.

Prima di tutto due parole sul Caseificio.

“Il Caseificio Borgonovo sorge in una struttura che vanta cinquant’anni di attività. Una piccola realtà locale che si fa portavoce di una grandissima tradizione legata alla lavorazione del latte e alla terra piacentina. Siamo diventati un simbolo per chi cerca i sapori autentici di un tempo. I nostri valori sono racchiusi nell’estrema cura in ogni fase della produzione: dalla lavorazione del latte fino ai mesi di lenta stagionatura.”

Tutto ha inizio quando la famiglia Palormi rileva la gestione del caseificio. Oggi, con oltre 30 anni di esperienza artigianale alle spalle, a guidare la produzione ci pensano i fratelli Ennio e Gianfranco.

“È una questione di famiglia, di mani che conoscono la materia, di tempo scandito dal ritmo della natura. E quando termina la lavorazione in caseificio, accogliamo la nostra affezionata clientela nello spaccio, portando i nostri prodotti sulle tavole di tante famiglie che ci hanno scelto.”

Il Cacio del Po

Il più giovane dei formaggi della tradizione di questa zona. Formaggio a pasta semicotta, prodotto con latte vaccino intero crudo della zona di Monticelli d’Ongina.

Gusto molto lattato, dolce con un retrogusto leggermente amarognolo. La consistenza è morbida ed elastica con occhiatura media che varia a seconda del clima in cui avviene la stagionatura.

Dal latte alla forma……

Tutto parte dal latte crudo. Lo raccogliamo giornalmente dagli allevamenti selezionati del nostro territorio, garantendo una materia prima di altissima qualità e una filiera cortissima.

La lavorazione è un processo meticoloso che richiede tempo, pazienza e sensibilità. Il casaro valuta la temperatura, l’acidità e la consistenza, guidando la trasformazione con gesti tramandati di generazione in generazione. È l’equilibrio perfetto tra natura e mano dell’uomo.

Impossibile dimenticare la produzione del Grana Padano DOP e della Ricotta Fresca.

L’inserimento dei Colli Piacentini nelle iniziative di informazione che accompagnano il turno di Presidenza italiana alla IAI ( Iniziativa Afriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale), è stato fortemente sostenuto dai giornalisti di Borghi d’Europa.

Nel corso degli anni si sono rafforzati i motivi di tale predilezione : le visite a Bobbio, all’Abbazia per la presentazione dei Percorsi Europei della Fede ; gli interventi al Mercato dei Vini Fivi e, successivamente, alla Fiera dei Vini ; gli incontri dei giornalisti ‘veronelliani’ e la condivisione dei Percorsi enoici….

Così l’inserimento dei Colli Piacentini nelle iniziative de ‘Il Cammino delle Identità’, è stata la logica conclusione di un percorso pluriennale.

La costruzione di un Percorso del Gusto , è fatto di visite, interviste, passeggiate, degustazioni, in una dimensione spaziale e temporale ‘altra’, che nulla ha a che vedere con i tempi della comunicazione d’oggidì.

Secondo la storia del Maestro Luigi Veronelli, le visite debbono essere svolte in incognito, così da permettere un sereno e gustoso distacco dalla quotidianità. Da questa distanza sono scaturite le note che i giornalisti e i comunicatori hanno steso, per un lavoro di ‘giornalismo sartoriale’ d’altri tempi.

Il circuito organizza e promuove dei percorsi per mettere a confronto idee, progetti, capaci di seguire il filo logico della valorizzazione rispettosa degli equilibri sociali culturali e ambientali dei territori di riferimento.

Sono previsti incontri e stages di informazione nei territori, per raccontare a giornalisti e comunicatori le storie dei borghi e delle loro culture.

Ogni ‘tappa’ tocca i luoghi, le storie, i protagonisti della filiera agroalimentare.

Il Caseificio Borgonovo ha sede in Monticelli d’Ongina.

Monticelli d’Ongina (Munzei [mũt’ze:i] in dialetto piacentino) è un comune italiano di 5 223 abitanti[1] della provincia di Piacenza in Emilia-Romagna. Al suo centro vi è il castello Pallavicino Casali (chiamato semplicemente la “Rocca”), costruito nel XV secolo da Rolando Pallavicino, che attualmente ospita il Museo Etnografico del Po. Dopo la scomparsa dell’ultimo dei Pallavicino, parte del feudo passò alla famiglia Casali, grazie alla parentela con Livia Pallavicino, erede di una porzione del feudo, e cugina dei Conti Soavi di Monticelli d’Ongina. Nel suo territorio, in un’ansa del Po, si trova il punto più settentrionale della regione Emilia-Romagna. È noto per la produzione di aglio e per la Spongata.

mercoledì 22 aprile 2026

I Vignaioli della Valle di Mezzane - Sabina e Giacomo raccontano I Tamasotti


Nel cuore di una Valpolicella autentica e ancora profondamente legata ai suoi ritmi naturali, I Tamasotti sono un luogo da vivere, dove il vino, la terra e l’accoglienza si fondono in un’esperienza completa, sincera e familiare. Qui Sabina e Giacomo custodiscono con passione una tradizione che si respira in ogni dettaglio, dalla vigna alla tavola, dove la cucina di mamma Luisa è parte essenziale di questo racconto.


Sabina e Giacomo ci raccontano il Valpolicella Superiore DOC, una delle ‘gemme’ di casa:

“La raccolta viene fatta a mano, in due epoche diverse, selezionando le uve migliori, con rese inferiori al 1,2 kg per pianta. Le uve vengono raccolte in apposite cassette e poste in appassimento per circa 30 giorni. Segue pigiatura e una lunga fermentazione sulle bucce per estrarre un corpo ricco ed elegante. Dopo una soffice pressatura, il vino fiore viene fatto affinare in barrique di rovere da 225 lt dove il vino svolge naturalmente fermentazione malolattica. Passati 18 mesi il vino viene assemblato, imbottigliato e lasciato affinare per altri 12 mesi in bottiglia. L’appassimento è svolto al naturale, senza controllo meccanico di umidità e temperatura. Questo processo, basato esclusivamente sulle temperature stagionali, varia di anno in anno, sviluppando nell’uva marcate note sensoriali caratteristiche dell’annata.”



Nel calice, questo lavoro si traduce in un rosso rubino intenso, vivo, che cattura lo sguardo. Il profilo aromatico è ampio e avvolgente: marasca matura, piccoli frutti rossi, spezie dolci, con eleganti richiami di vaniglia e leggere sfumature di tostatura e tabacco. Al palato è armonico, con tannini ben integrati e una morbidezza che accompagna senza appesantire. Di buona consistenza, struttura e finezza, esprime una complessità che trova nella tavola la sua dimensione ideale: accanto ai piatti della tradizione, come quelli preparati da mamma Luisa, diventa parte integrante dell’esperienza.


Ebbene, queste parole ci fanno venire in mente le scelte di Luigi Veronelli, che amava i vini di questo Territorio, fino al punto di difenderli in modo estremo, criticando e arrabbiandosi con i periti che stimavano un valore vicino allo zero per il caveau di un noto produttore e che,quindi, capivano poco o nulla. I periti lo denunciarono per diffamazione. 

Ma quel che ci preme evidenziare, veronelliani di ferro come siamo, è che le tradizioni della famiglia Brusco si spingono nella terra, come le radici degli antichi vigneti di Corvina, Corvinone, Rondinella e Oseleta si spingono nella “scaglia” della Valpolicella, per dar vita a grandi vini rossi da invecchiamento come l’Amarone. 

Renzo Lupatin, giornalista e presidente di Borghi d’Europa, condivise con Luigi Veronelli e la sua rivista L’Etichetta, un viaggio del gusto nei Colli Euganei e nella Valpolicella.

“ Abbiamo ideato con Bruno Sganga, giornalista e coordinatore di tutte le iniziative di Luigi Veronelli, una rassegna che abbiamo chiamato Veronelliana,Camminare la Terra, in cui inserire le Aziende del nostro privilegio. I Tamasotti sono fra queste.”


"Sono diversi anni – racconta Bruno Sganga, giornalista, già coordinatore delle iniziative editoriali del Maestro-,che Luigi Veronelli (Gino per chi aveva vera amicizia e confidenza con lui) ci ha lasciati ed una volta per tutte sia chiaro che siamo tutti debitori a Veronelli. Lo sono i consumatori a cui ha saputo raccontare “camminando la Terra” in modo esemplare ed unico, come i vari protagonisti del settore agroalimentare ed enogastronomico, verso questa figura leggendaria ed autentico uomo di cultura. Lo siamo tutti all’enogastronomo antesignano e moderno insieme, al giornalista polemico, al fine scrittore, all’editore coraggioso, al conduttore televisivo precursore del settore, oltre che al filosofo ed anarchico sui generis.
Ho vissuto quasi quindici anni a fianco dell’uomo Veronelli nel pieno degli anni più entusiasmanti: dalla sua “L’Etichetta” e le millanta sue Guide, in un ruolo che mi consentiva, soprattutto per amicizia e fiducia, tra marketing e redazione, viaggiando ovunque con lui, d’intervenire e conoscere ogni minimo particolare della sua vita professionale ed anche umana. Sorrido quando negli ultimi tempi leggo od ascolto di gente che lo cita, mette immagini con lui o sbandiera lettere, per evidenziare che “conosceva” Veronelli.., pur di poterlo citare e vantarsene. Ma Gino era cordiale ed aperto con tutti, come dimostrava nella sua “Corrispondenza pubblica e violata” a cui dedicava ore ed ore, pur quando lontano dalla sua dimora bergamasca. "

domenica 19 aprile 2026

Il Cammino delle Identità – Ilatium Morini (Valle di Mezzane) nei progetti europei : i vini e la grande lezione di Luigi Veronelli

 


 


Siamo ad una altitudine di oltre 150 metri sul livello del mare.




Il Valpolicella Superiore “Prognai” di Ilatium Morini viene prodotto nei territori del comune di Mezzane di Sotto da uve Corvina, Corvinone, Rondinella, Croatina ed altre varietà in minimissima parte, vendemmiate a mano e collocate in casse da 5/6 Kilogrammi nel periodo che va dalla terza decade di Settembre alla prima di Ottobre.

I vigneti di provenienza hanno un’età media di quindici anni e sono impiantati su terreni di origine calcareo/argillosi allevati con il sistema Guyot ad un’altitudine di oltre 150 metri sul livello del mare. Le uve da loro prodotte dopo una disidratazione di 25/30 giorni, vengono diraspate, pigiate e fermentate a temperatura controllata con rimontaggi di 12/15 giorni.

Il vino così ottenuto viene poi elevato in botti di rovere francese da 500 lt dove riposa per 24 mesi e dopo uno scrupoloso affinamento in bottiglia per un periodo di almeno sei mesi, viene messo in commercio per il piacere di quei palati d’eccellenza veramente riconoscitori di vini che si distinguono dalla norma. Il Valpolicella Superiore “Prognai” di Ilatium Morini è un vino fortemente apprezzato sia dagli operatori del settore come ristoratori e sommelier sia dalla stampa enogastronomica italiana.

Questo Valpolicella Superiore di Ilatium Morini, viene prodotto in circa 20.000 unità per vendemmia.

La famiglia Morini ci racconta che sono trascorsi più di 60 anni dalla fondazione dell’azienda agricola.




Oggi in sette, tra fratelli e cugini, portano avanti l'attività con l'obiettivo di raggiungere traguardi sempre più lontani, indirizzando l’azienda nella produzione di vini pregiati, come il Soave, il Valpolicella e l’Amarone.

 

I giornalisti di Borghi d’Europa hanno degustato i vini di Ilatium Morini a Milano, nell’enoteca di Civiltà del Bere, in occasione di una iniziativa - degustazione per presentare i Vignaioli della Valle di Mezzane.

Successivamente, sempre a Milano, un altro appuntamento ha fatto conoscere il Valpolicella DOC Biologico.

A questo punto, dopo una visita in azienda (giusto dopo, il Vinitaly 2026), i giornalisti hanno inserito Ilatium Morini nei progetti europei che accompagnano il turno di Presidenza Italiana della IAI (Iniziativa Adriatico Jonica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico-ionica).

La IAI Patrocina ufficialmente il progetto L’Europa delle scienze e della cultura, che Borghi d’Europa sviluppa per valorizzare e far conoscere i Territori, tramite iniziative destinate ad ‘informare chi informa’.

 

Renzo Lupatin, giornalista e presidente di Borghi d’Europa, ricorda anche un altro vino fondamentale nella produzione Ilatium Morini: il Soave DOC “Le Calle” Biologico.




Annota Letizia Simeoni :

“Il Soave Doc “Le Calle” 2024 da uve Garganega in purezza, coltivate in maniera biologica su terreni calcareo-argillosi, da vigneti di oltre trent’anni coltivati a pergola, mi ha colpito particolarmente. Le uve subiscono un leggero appassimento seguito dalla fermentazione in acciaio a temperatura controllata. Si presenta giallo paglierino intenso, con profumi freschi di fiori, frutta bianca ed erbe aromatiche, arricchiti da note di miele e albicocca. Al palato è elegante, di buona sapidità e freschezza e con finale di mandorla amara: credo che possa avere una buona evoluzione per almeno 4-6 anni “.

 

Ebbene, queste parole ci fanno venire in mente le scelte di Luigi Veronelli, che amava i vini di questo Territorio, fino al punto di difenderli in modo estremo, criticando e arrabbiandosi con i periti che stimavano un valore vicino allo zero il caveau di un noto produttore della zona e che, quindi, capivano per Lui poco o nulla. I periti lo denunciarono per diffamazione.

Renzo Lupatin condivise con Luigi Veronelli e la sua rivista L’Etichetta, un viaggio del gusto nei Colli Euganei e nella Valpolicella.

“ Abbiamo ideato con Bruno Sganga, giornalista e coordinatore di tutte le iniziative di Luigi Veronelli, una rassegna che abbiamo chiamato Veronelliana, Camminare la Terra, in cui inserire le Aziende del nostro privilegio. Ilatium Morini è fra queste.”

 


"Sono diversi anni – racconta Bruno Sganga, giornalista, già coordinatore delle iniziative editoriali del Maestro-,che Luigi Veronelli (Gino per chi aveva vera amicizia e confidenza con lui) ci ha lasciati ed una volta per tutte sia chiaro che siamo tutti debitori a Veronelli. Lo sono i consumatori a cui ha saputo raccontare “camminando la Terra” in modo esemplare ed unico, come i vari protagonisti del settore agroalimentare ed enogastronomico, verso questa figura leggendaria ed autentico uomo di cultura. Lo siamo tutti all’enogastronomo antesignano e moderno insieme, al giornalista polemico, al fine scrittore, all’editore coraggioso, al conduttore televisivo precursore del settore, oltre che al filosofo ed anarchico sui generis.”

 

 

venerdì 16 gennaio 2026

Il Cammino delle Identità 2025-2026 – Il Frantoio di Cornoleda nei progetti europei – La segnalazione di Linda Zanovello (Azienda agricola Ca' Lustra)




Linda Zanovello, titolare assieme al fratello Marco della Azienda Ca' Lustra, ha narrato

ai giornalisti di Borghi d'Europa la storia dei rapporti con il Frantoio di Cornoleda : ad esso vieneconferito il raccolto di olive della storica azienda vitivinicola.


Così quando il giornalista padovana Renzo Lupatin ha deciso di riprendere il cammino

iniziato nel lontano 1989 con Luigi Veronelli nei Colli Euganei, subito il racconto diLinda ha aiutato l'inserimento del Frantoio di Cornoleda nel progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio Iai- Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica).


" Si tratta di un viaggio che si prolungherà fino a dicembre 2026 e che prevede la visitadi giornalisti nei Colli Euganei, al fine di informare chi informa."


Borghi d'Europa propone dunque, fino a dicembre del 2026 un Percorso curato dallaredazione di Milano (Milano,Vetrina del Gusto) e dalla redazione del Blog d'informazione 'Gusti Vari...” di Giallo Zafferano.

Il Cammino delle Identità si conferma molto più di una rassegna gastronomica: è un vero e proprio palcoscenico delle eccellenze del Made in Italy, un mosaico di sapori, saperi e talenti che raccontano al mondo la ricchezza e la creatività del Bel Paese. Un viaggio culturale che intreccia territorio e visione internazionale, custodendo le radici e, allo stesso tempo, proiettandole verso il futuro.


Borghi d'Europa propone dunque un percorso inedito, fatto di storie e di Storia, collegando Territori, Prodotti,Tradizioni Comunitarie nello stile che più le è appropriato : il giornalismo più autentico, libero (per davvero) e fuori dal coro !

Il Frantoio di Cornoleda è un'Azienda plutipremiata.




"Nel 2008 – raccontano Devis e Jaci Zanaica-, abbiamo deciso di trasformare i nostri sogni e la nostra passione per l’olivicoltura nel nostro lavoro. Così è nato il Frantoio di Cornoleda: a sud-ovest dei Colli Euganei, in un'oasi collinare di pace e armonia che con le sue morbide curve anima l’orizzonte della pianura padana. L’amore per il nostro territorio e la volontà di salvaguardare le sue potenzialità, ci hanno spinto a migliorare ed espandere l’offerta di prodotti tradizionali della nostra famiglia contadina. Dopo anni di lavoro e di fatica, è con orgoglio che possiamo vantare la prima certificazione biologica dei Colli Euganei.Per noi la terra è un qualcosa di vivo, che ci parla attraverso il frutto dell’albero che amiamo di più. La nostra missione è di offrirvi un prodotto sempre più buono e controllato dai più alti standard qualitativi internazionali. "

"Abbiamo conquistato la ⭐ Stella del Gambero Rosso , 1° ed unica azienda Veneta a raggiungere questo straordinario traguardo!

La stella è un premio Speciale della Guida Oli del Gambero Rosso che viene assegnata alle aziende che per 10 anni consecutivi raggiungono il massimo punteggio delle 3 Foglie.

La premiazione è avvenuta in occasione del Sol2Expo che si è svolto a Verona dal 2 al 4 Marzo. "


domenica 4 gennaio 2026

La piattaforma informativa I Borghi del gusto nel 2026 – Il Partenariato di informazione del Salumificio Spader per il Percorso Internazionale La Via dei Norcini gennaio 04, 2026


Nel 2026 la rete Borghi d’Europa rilancerà nel progetto L’Europa delle scienze e della cultura ( Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica ), la piattaforma informativa I Borghi del Gusto.

I primi 40 Borghi della rete furono scelti nel 2018, in occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio culturale. Nel 2019 il progetto fu presentato nella sede del Parlamento europeo di Milano, con la ‘costruzione’ di ben 13 Percorsi internazionali dedicati alle diverse filiere.

Nel 2024,in occasione delle elezioni europee, i Borghi salirono a 80, grazie alla collaborazione informativa con il Parlamento Europeo.

“ In tutte le diverse tappe del progetto – ricorda Renzo Lupatin, giornalista e presidente di

Borghi d’Europa – ci ha accompagnato come partner di informazione il Salumificio Spader di Emanuele Spader, di Mosnigo (Moriago della Battaglia-TV). Negli ultimi cinque anni Spader ha accompagnato il viaggio del gusto del Percorso Internazionale La Via dei Norcini “.

La storia del Percorso coincide con la storia del Salumificio Spader.

Scrive la rivista Degusta :

“Il Salumificio Spader di Moriago della Battaglia (TV) nasce nel 1997 per la passione del suo titolare Emanuele, che scoprendo l’arte norcina, rimane affascinato dalle capacità manuali di un tempo, che coniugate con la tecnologia di oggi, che permette trattamenti semplificati degli alimenti (per conservazione delle carni, pulizia e igiene) offrono alle tavole prodotti di vera eccellenza.  Spader non si è concentrato sulla produzione degli insaccati, come ci si aspetterebbe da un’industria salumiera, ma si è specializzato nella cottura di carni da affettare: dal prosciutto cotto (alla brace e soprattutto alla fiamma) alla pancetta (dolce, affumicata, aromatizzata con varie spezie) dalla porchetta, sempre nel rispetto delle tradizioni venete (pur con qualche contaminazione da altre regioni) fino alle specialità quali la lingua salmistrata (cotta a bauletto).  Target principale di Spader, i rivenditori: gastronomie, rosticcerie, salumerie e ristoratori, tutti conquistati dalla sua ampia gamma di prelibatezze”.

Così il 2026 riprenderà Il Cammino delle Identità, il viaggio del gusto che coinvolge 

Emanuele Spader nel racconto.



Il 2025 è stato un anno per davvero storico per il suo Salumificio, che ha partecipato

alle iniziative che Borghi d’Europa ha realizzato per il 25° della nascita della IAI-Iniziativa

Adriatico Ionica.

“ L’attenzione agli eventi di cooperazione internazionale sarà sempre alla base dell’impegno dell’imprenditore del Quartier del Piave, che può essere citato come

esempio ai tanti protagonisti della vita sociale ed economica delle nostre comunità”.

“L’Europa si costruisce dal basso. In una quotidianità che deve saper evitare i discorsi roboanti e gli interessi di bassa bottega.”

Le Parole del Presidente di Borghi d’Europa,Renzo Lupatin,concludono degnamente

l’incontro. Buon 2026 !

lunedì 8 dicembre 2025

Eurovinum - Il Vino col Fondo di Mongarda a Borghi d'Europa - L'invito a partecipare a Veronelliana dicembre

 

Eurovinum - Il Vino col Fondo di Mongarda a Borghi d'Europa - L'invito a partecipare a Veronelliana

 



I viaggi del gusto che i giornalisti di Borghi d'Europa realizzano, fanno parte del progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione nella regione adriatico ionica).

Così, in una sosta a Kokos ( ristorante e caffetteria situato a Ponte della Priula, in via IV Novembre, 111C, un ambiente accogliente e tranquillo, ideale per una colazione o un pranzo rilassante ), è stato possibile degustare il vino col fondo della Società Agricola Mongarda.

"Mongarda è un’azienda a conduzione famigliare. Fondata da Bruno e Marinella nel 1978, ed oggi condotta dal figlio Martino. Ci troviamo a Col San Martino, paesino storico ai piedi delle ripide colline vitate.
Un paesaggio incredibile che obbliga però a lavorare per lo più manualmente i 12 di vigna. I metodi di coltivazioni sono artigianali. Non una gestione vigneti “uguale per tutti” perché ogni appezzamento ha esigenze ed espressioni diverse da valorizzare. I suoli sono ricchi di roccia conglomerata che conferisce una gran sapidità ai vini. In cantina non viene seguita una ricetta ben precisa per vinificare.



Il Glera col Fondo Mongarda viene definito dall'Azienda "...Il vino di ieri, di oggi e di domani. Racchiude la gioia e la semplicità che caratterizzano la nostra terra. Vivo, coraggioso e ribelle, per brevi momenti elegante, poi aspro e ruvido. "

"Glera e vecchie varietà autoctone vinificate in maniera naturale con fermentazione spontanea. Semplicemente un grande vino."


Di questi tempi i giornalisti hanno scoperto anche una nuova specialità di vini col fondo : quelli passati in autoclave. Le fantasie e gli inganni sono all'ordine del giorno.

"Per questo, quando incontriamo dei buoni vini, siamo convinti di doverne parlare. Mongarda,non a caso, fa parte di FIVI, la federazione italiana dei vignaioli indipendenti. ".

All'interno del progetto L'Europa delle scienze e della cultura, vi è un Percorso Internazionale denominato
Eurovinum, Il Paesaggio della vite e del vino.

" Chiederemo a Mongarda di partecipare agli incontri multimediali di Veronelliana, l'itinerario che ricorderà nel
2026 il Cammino delle Identità di Luigi Veronelli. "

"Sono diversi anni – racconta Bruno Sganga, giornalista, già coordinatore delle iniziative editoriali del Maestro-,che Luigi Veronelli (Gino per chi aveva vera amicizia e confidenza con lui) ci ha lasciati ed una volta per tutte sia chiaro che siamo tutti debitori a Veronelli. Lo sono i consumatori a cui ha saputo raccontare “camminando la Terra” in modo esemplare ed unico, come i vari protagonisti del settore agroalimentare ed enogastronomico, verso questa figura leggendaria ed autentico uomo di cultura. Lo siamo tutti all’enogastronomo antesignano e moderno insieme, al giornalista polemico, al fine scrittore, all’editore coraggioso, al conduttore televisivo precursore del settore, oltre che al filosofo ed anarchico sui generis.
Ho vissuto quasi quindici anni a fianco dell’uomo Veronelli nel pieno degli anni più entusiasmanti: dalla sua “L’Etichetta” e le millanta sue Guide, in un ruolo che mi consentiva, soprattutto per amicizia e fiducia, tra marketing e redazione, viaggiando ovunque con lui, d’intervenire e conoscere ogni minimo particolare della sua vita professionale ed anche umana. Sorrido quando negli ultimi tempi leggo od ascolto di gente che lo cita, mette immagini con lui o sbandiera lettere, per evidenziare che “conosceva” Veronelli.., pur di poterlo citare e vantarsene. Ma Gino era cordiale ed aperto con tutti, come dimostrava nella sua “Corrispondenza pubblica e violata” a cui dedicava ore ed ore, pur quando lontano dalla sua dimora bergamasca. "


VERONELLIANA è il percorso che Borghi d'Europa dedica a Luigi Veronelli, con 10 tappe inserite nel progetto di collaborazione informativa con il Parlamento Europeo.


venerdì 5 dicembre 2025

Il Cammino delle Identità 2025-26 - I panettoni della Pasticceria Mognon di Loreggia (PD) - Ecco un buon indirizzo di gola !

 


 I giornalisti di Borghi d'Europa hanno scoperto la Pasticceria Mognon a Loreggia  (Padova) come un 'indirizzo di gola' di eccellente memoria, assaggiando colazioni deliziose, a  più riprese, in incognito.


Così il nome della Pasticceria è stato inserito nel Percorso Internazionale La Via delle Buone 
Cose, che si riallaccia alla lectio di Luigi Veronelli, che aveva realizzato una storica guida 
sulle italiche dolcezze.

Non poteva così mancare una visita verso Natale, per scoprire le sorprese che Tiziana e 
Jimmy preparano per i loro avventori.




La Pasticceria era nata oltre cinquanta anni fa ( con annesso panificio). La passione e la voglia
di continure e migliorare la storia e le storie, ha portato negli anni '90 a specializzare l'attività, che
che è stata completamente dedicata al mondo dei dolci.

" Oggi proponiamo diverse tipologie di panettoni .Il classico con uvette e canditi, il panettone
pere e cioccolato e alle 'gocce' di cioccolato dentro.Infine il panettone all'arancia e frutti di bosco.
Poi, quando il tempo non è tiranno, ecco il Panettone ai quattro sapori. Non manca, fra le proposte,
anche il tradizionale Pandoro."

Se il panettone classico va sempre, grande successo ha avuto anche la versione pere e cioccolato.





Preparare un panettone pere e cioccolato è un’ottima idea per portare in tavola un dolce natalizio originale e ricco di sapore. Questa ricetta del panettone artigianale unisce la morbidezza dell’impasto tradizionale alla dolcezza delle pere e al gusto intenso del cioccolato fondente, per un risultato soffice e goloso. Perfetto per le feste, questo panettone con pere e cioccolato è ideale da condividere con amici  e familiari.
Il panettone pere e cioccolato è una variante golosa del classico panettone natalizio, perfetta per chi ama i sapori raffinati e originali. In questa ricetta del panettone fatto in casa, la dolcezza delle pere si sposa con l’intensità del cioccolato fondente, creando un equilibrio di sapori irresistibile. Soffice e profumato, questo panettone artigianale è ideale per arricchire le tavole delle feste con un tocco di creatività. 


La ricetta infallibile del panettone al cioccolato permette di realizzare un dolce soffice, goloso e perfetto per le feste natalizie. Questo panettone artigianale al cioccolato, ricco di gocce di cioccolato fondente, è ideale per chi cerca un’alternativa golosa alla versione classica. Preparato con ingredienti genuini, dona al palato una consistenza morbida e un gusto intenso che conquisterà tutti a ogni fetta. Perfetto da condividere con famiglia e amici, questo panettone soffice sarà il protagonista della tua tavola natalizia.




" Una lavorazione artigianale attenta e rigorosa, può giungere fino alle 36 ore di lievitazione."

Insomma ancora una volta gli indirizzi di gola di Borghi d'Europa si confermano dei 
riferimenti sicuri.

La Via delle Buone Cose è tracciata : basta seguirla !