domenica 13 dicembre 2020

Campofilone,nelle Marche, fra i Borghi d'Europa - Il progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI)

Borghi d'Europa, nel quadro del progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa Adriatico Jonica ), ha inserito Campofilone nella rete internazionale di riferimento.

Le Vie del Gusto nella Regione Marche, valorizzano la tradizione della pasta artigianale, apprezzata e conosciuta da dibversi anni dai giornalisti e dai comunicatori di Borghi d'Europa.


 

Il Territorio

“… così benedetta da Dio di bellezza, di varietà, d'ubertà, tra il degradare dei monti che difendono, tra il distendersi dei mari che abbracciano, tra il sorgere de' colli che salutano, tra l'apertura delle valli che arridono…” così Giosuè Carducci descrive la bellezza della regione Marche.

Campofilone mette in scena con eccellenza tutte queste immagini.

Situato in posizione collinare lungo la costa adriatica tra San Benedetto del Tronto e Fermo, il paese domina la bassa valle del fiume Aso coniugando, in uno splendido affresco naturale, il verde della campagna marchigiana con l’azzurro del mar Adriatico, distante solamente 3 Km.
Le vie e gli scorci raccontano ancora le vicende secolari di un insediamento romano prima e di un lungo controllo dei vescovi fermani poi.
Al centro storico, racchiuso da solide mura che ne proteggono l’integrità e le bellezze di un tempo, vi si accede percorrendo un breve viale alberato reso unico da maestosi pini secolari.
Il borgo, di forma affusolata, sorge lungo una via principale in cui si affacciano i principali edifici alle cui spalle si apre un labirinto di vicoli, a tratti coperti da volte a botte e a crociera e che, di tanto in tanto, lasciano intravedere la bellezza del panorama che lo circonda: il calmo mare Adriatico, le dolci colline fino ad arrivare alle vette imbiancate dei monti Sibillini.
Passeggiando per le vie si sente ancora il profumo dell’antichissima tradizione culinaria: da sempre viene prodotta una specialità gastronomica di gran pregio i Maccheroncini di Campofilone IGP, sottilissimi fili di pasta all’uovo conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo.

 

Maccheroncini di Campofilone IGP

 La notorietà internazionale di Campofilone è legata alla tradizione dei Maccheroncini, piatto che già in una corrispondenza dell'abbazia di Campofilone del 1400, veniva definito come “Maccheroncini fini fini”. La ricetta secolare è stata tramandata inalterata, da madre in figlia: l'impasto preparato con le migliori farine di grano tenero e uova, senza l'aggiunta di acqua, viene steso in sottili sfoglie, arrotolato e tagliato in fili sottilissimi con grande maestria dalle massaie e disposti ordinatamente ad asciugare su fogli di carta.
La lavorazione effettuata interamente a mano, è una pratica che torna con la stessa resa nelle produzioni delle nostre aziende artigiane.
Secondo la ricetta tradizionale i maccheroncini sono conditi con ragù di carne, ma sono comunque ottimi da degustare accompagnati da altre salse o semplicemente con olio extravergine di oliva ed una spolverata di parmigiano
Il 31 maggio 2008 è nata l'associazione produttori dei Maccheroncini di Campofilone con lo scopo di incrementare la politica della qualità totale a favore del consumatore e di salvaguardare la tipicità e le caratteristiche peculiari del prodotto.

Il 13 novembre 2013 la Commissione Europea ha rilasciato ai Maccheroncini di Campofilone la certificazione europea di IGP - Indicazione Geografica Protetta


 

Il cammino didattico di Gradnik, nel Percorso Internazionale Le Vie della Letteratura e della Poesia

 


La rete Borghi d'Europa sviluppa per il progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico-jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico-jonica), il Percorso Internazionale La Via della Letteratura e della Poesia.

L'iniziativa si apre nel Comune di Brda, con Il Cammino didattico di Alojz Gradnik.


Nel progetto del Comune di Brda »I sentieri di marcia per i fiori di ciliegio« ha trovato il suo posto anche il cammino didattico di Alojz Gradnik. Il viaggio conduce il visitatore tra le vigne e nel centro del villaggio Medana.
Sul cammino vi accompagnano i versi del poeta che ci invitano fino alle scale invisibili. Queste ultime portano nella casa nativa del poeta, dove potete riposarvi, guardando l’eredita del poeta e leggendo la sua poesia.
La parte naturalistica del Cammino di Alojz Gradnik offre al visitatore il sapere degli alberi tipici del Collio. Il luogo da cui si gode una bella vista è un avvenimento particolare, poiché propone la veduta dei 24 campanili del Collio e i monti distanti. Sul cammino possiamo ammirare il rapporto della gente del Collio con la natura, con la terra.
Il cammino di Alojz Gradnik è ideale per i passeggiatori che nella natura desiderano rinforzare il proprio corpo e lo spirito.

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Tempo richiesto: 1 ora

Lunghezza del cammino: 3 km

Descrizione del percorso:

Inizio del percorso: monumento di Alojz Gradnik davanti il castello di Dobrovo
Il poeta Alojz Gradnik ha fatto un particolare cammino verso il successo nella poesia slovena e le ha dato un enorme sigillo.
la serie della sua raccolta rileva il suo grande amore pei i Collio nativo. Nelle canzoni amorose invece, subisce l’amore come un sentimento distruttivo che conduce alla morte. Allo stesso tempo, nelle canzoni amorose, riflette sul senso della vita umana, la quale è, a dire il vero, un solo esaurimento.

Prima tappa: IL GELSO
Al Collio coltivavano il gelso per i bachi da seta. L’albero è abituato alla siccità e anche al freddo. È ancora presente il gelso nelle nostre parti, però solo come albero ornamentale che offre l’ombra ideale nei mesi estivi.

Seconda tappa: LA VITE
La vite è presente in Europa già dall’Era mesozoica. Ai tempi dello Stato romano, la vite si ampliò al Collio dalla vicina Aquileia e da Cividale. Le varietà più conosciute sono la ribolla, il pinò bianco e grigio e merlò.

Terza tappa: L’ULIVO 
È l’albero del Collio che cresceva nelle posizioni soleggiate tra le viti e sui pendii. Nell’inverno del 1929 gli ulivi gelarono. Hanno ricominciato a piantare l’ulivo qualche anno fa. L’olivo d’oliva è di ottima qualità. La Domenica delle palme è festeggiata con i rametti di ulivo.

Quarta tappa: IL FICO
Il fico è un albero mediterraneo, diffuso anche al Collio. L’albero è interessante per la doppia natalità annuale. Al Collio crescono: beli e črni medoni, belica, kamberji, bonke, … I fichi di vendemmia, maturati durante la vendemmia, venivano essiccati al sole e conservati nelle casse. Li vendevano nei giorni di Natale come frutta secca.

Quinta tappa: LA PRUGNA
Gli abitanti del Collio pelavano le prugne, le solfavano e seccavano. Seccate, erano compresse per due e in questo modo si formavano le gustose prunelle (“pnčaste češpe”).
Le prunelle erano messe nelle casse per il trasporto e per la vendita.

Sesta tappa: LA CILIEGIA
Deriva dall’Asia Minore.  Al Collio conosciamo: čufrce, pontevke, trcinke, prvačnce… Le ciliegie sono il primo frutto dell’anno che portano in casa il primo guadagno. Ai tempi dell’Austria-Ungheria erano un frutto molto apprezzato.

Settima tappa: IL CIPRESSO
La meta del poeta è realizzata, la sua strada è finita.  A Medana, il suo villaggio prediletto, vicino allla sua casa e sotto i cipressi, ha ritrovato l’ultimo riposo (la poesia “Ciprese”). I versi sulla sua tomba sono presi dal sonetto “Večerne sence”.
Nelle famiglie ricche, alla nascita sel bambino, piantavano il cipresso vicino alla casa. A Vipolže (Vipolzano), nel parco castellano del vecchio castello, crescono i cipressi più grandi e secolari sell Slovenia.

Ottava tappa: BIOGRAFIA
Alojz Gradnik nacque nel 1882 a Medana da madre friulana, Lucia Godeasi, e da padre sloveno, Jožef. I genitori ebbero 10 figli. La loro prima abitazione fu la vecchia scuola di Medana, poi le altre case fel paese.
Nonostante la povertà, il padre lo mandò al liceo tedesco di Gorizia. All’esame di maturità prese il massimo dei voti.  A Vienna studiò legge e nell’anno 1907 diventò dottore in legge.
Svolse la professione di avvocato a Gorizia, Cerkno e a Pola. Dopo la prima guerra mondiale lavorò al Ministero degli esteri a Belgrado. Fu il membro delle corti supreme.
Dopo la seconda guerra mondiale si ritirò in pensione e visse a Lubiana, dove mori nel 1967. È sepolto a Medana, nel suo paese nativo.

Contato:
Ufficio informazioni turistiche Brda
Grajska cesta 10
5212 Dobrovo

tel.: + 386 (0)5 395 95 94
e-mail: tic@obcina-brda.si





sabato 12 dicembre 2020

Da “Dussin”, incontro al vertice!

 



Vero e proprio incontro al vertice tra i notabili dei rispettivi settori, con il coordinamento dell’Associazione Borghi d’Europa che organizza “incontri specialistici” come questo, patrocinati dalla IAJ (Iniziativa Adriatico-Jonica, forum intergovernativo per la cooperazione nella regione adriatico-jonica).  Ritrovo a Piavon - territorio opitergino - nel noto ristorante e locanda “Dussin” – sempre in attenta osservanza delle norme stabilite dal DPCM anti Covid 19 – ospiti di Nereo Dussin che, con moglie, figli e competenti collaboratori, gestisce il locale di famiglia, avviato dal papà Alfeo che storicamente si è dedicato alla nobile cucina di pesce, proponendo piatti della tradizione marinara di ascendenze caprulane (da Caorle) sempre eccezionali per freschezza e qualità del pescato. Il Dussin (recentemente ristrutturato, 2 ampie sale per oltre un centinaio di coperti, arredato con buon gusto ed eleganza) ha trovato in questi ultimi anni un suo preciso spazio gastronomico, continuando la tradizione dell’alta cucina con un menù che spazia tra polenta e schie, capesante alla veneta, gransoporo (granchio parente della granceola) con verdure di stagione, tagliolini con i go, risottini marinari, fagottini con scampi e asparagi o funghi o radicchio di Treviso e ancora pesce al forno, al sale o alla griglia a legna. Dulcis in fundo: panna cotta alla liquirizia, gustosi semifreddi, tradizionale tiramisù trevigiano, crostate ai frutti di bosco o con confetture fatte in casa, sfogliatina alla crema Chantilly, mousse di yogurt alla frutta fresca (mhmm…).  Ampia e apprezzabile la scelta dei vini. E qui si apre un mondo: dal Prosecco di Conegliano Valdobbiadene – rappresentato per l’occasione dagli Spumanti Daldin, “il Prosecco ad arte”,   metodo Charmat, vinificazione in bottiglia, un DOCG a 6 gr di residuo zuccherino! L’Azienda nota per le “donne Daldin” perchè 30 anni fa, Norma e Lena insieme alla Maculan di Vicenza, in Veneto, erano chiamate le “donne del vino”… oggi a mantenere viva la tradizione, c’è anche la figlia Alessandra (e il marito Oscar, è l’unico uomo…) – fino ai migliori vini delle terre del Piave, a quelli del Trentino Alto Adige e della Franciacorta. Poi ci sono i friulani, per i quali, erano presenti al “vertice”, Fabian Korsic (Vinoteca colli San Floriano) e Gianluca Pelizzon (Villa Vasi) ad impersonificare il “Collio”, territorio con il suolo composto dalla “ponca” (marne e arenarie stratificate che originano dall’epoca geologica eocenica) terreno che nutre e arricchisce le viti, donando ai vini che vi si producono, tratti distintivi di mineralità e salinità che li rendono unici. Lì si ottengono Collio bianco, Friulano, Ribolla Gialla, Malvasia (Somnja) e Merlot, comunque… tanta roba!  Fabian Korsic è in Giasbana (Jazbine in sloveno) nel cuore del Collio. Lì famiglia Korsic vive da molte generazioni. In quella zona dove le correnti calde del mare Adriatico mantengono l'uva asciutta e, le Alpi Giulie a nord, la proteggono dalle correnti fredde e dalle piogge. In quel “cru” nasce cresce ed è raccolta con cura e dedizione l’uva che, dopo un meticoloso processo di lavorazione, dà vita ai vini Korsic. Gianluca Pelizzon, invece, è in località Villa Vasi a pochi chilometri a nord di Gorizia, alle falde del monte Sabotino (609 metri, Sabotin Park Miru in sloveno) che domina parte della pianura isontina del Collio: 20 ettari a vigneto dove Gianluca si sta avvicinando al “biologico”; lui è all’esordio nel mondo commerciale con le sue 4 etichette (graficamente molto belle, rappresentano la sua storia familiare). Tornando a Dussin, oltre al ristorante, c’è di più… la locanda: camere organizzate per un soggiorno completo e piacevole (per non fumatori) in stile moderno, comode, spaziose, eleganti, insonorizzate, dotate di aria condizionata, TV satellitare e, fuori, parcheggio videosorvegliato. Il tocco di Nereo si nota, ovviamente, per la prima colazione (consumata in saletta colazioni e/o in camera): un tripudio di delizie caserecce, con torte, biscotti, miele e confetture. Per le note vicende, Dussin propone anche servizio “take away” (tel. 0422752130) sempre attento al protocollo di sicurezza anti Coronavirus: distanza di sicurezza, guanti, mascherine e igienizzante per le mani. 
A conclusione dei “lavori” (con gradevolissima degustazione comprendente antipasto di crudités in pinzimonio con salsa di senape e con verdure pastellate, spaghetti integrali alla chitarra al nero di seppia con moscardini, canocchie in bellavista gratinate e semifreddo al pistacchio con amarena, tutto innaffiato dall’Extra Dry Daldin, Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG (giallo paglierino luminoso dai riflessi verdi, perlage fine e persistente, elegante, delicato, fruttato e floreale, al gusto, fresco, armonioso e delicato) da Ribolla gialla di Villa Vasi (giallo prevalentemente paglierino, aroma delicato e floreale, molto profumato e armonioso) e Tocai  Korsic (giallo paglierino con riflessi dorati, cristallino, abbastanza consistente; al naso è fine, intenso, con sentori di mandorla, mela, grafite e sul finire, note speziate e balsamiche).  
Lo scopo del vertice è raggiunto: l’obiettivo di “fare rete” per favorire gli scambi culturali e istituzionali che valorizzino e promuovano la conoscenza e lo sviluppo delle culture locali in tutte le loro espressioni è acquisito e confermato anche dai prossimi appuntamenti già programmati per il 2021… Apperò i Borghi d’Europa!

Ristorante Locanda Dussin 
Via Maggiore 60  Piavon di Oderzo (TV)
a 5 km dall'uscita autostradale A4 di Cessalto (TV) in direzione Oderzo

Tel. 0422752130 Mobile 3477210172 info@ristorantelocandadussin.com

Spumanti Dal Din Srl
Via Monte Grappa 29  Vidor (TV)
Tel. 0423987295
daldin@daldin.it

 Korsic Vini
Loc. Giasbana 11 San Floriano del Collio (GO) 
Tel. 3489112824

Az. agricola Villa Vasi di Pelizzon Gianluca
Località Villa Vasi 15  Gorizia (GO) 
Tel. 3477800077
Az.agricolavillavasi@gmail.com

venerdì 11 dicembre 2020

La Puglia nel progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI)

L'Iniziativa Adriatico Ionica (IAI) è un'organizzazione internazionale nata nel 2000 e che raccoglie alcuni dei paesi che si affacciano sul mar Adriatico e Ionio. È un forum intergovernativo per la cooperazione regionale nella Euroregione Adriatico Ionica. Il suo segretariato permanente ha sede nella città di Ancona, storico avamposto tra l'Europa occidentale, la Grecia e i Balcani, nella cinquecentesca Cittadella, detta anche Fortezza di Ancona.Borghi d'Europa promuove il progetto 'L'Europa delle scienze e della cultura', sotto il Patrocinio della IAI.  

Crescita blu, “connettere la regione”, qualità ambientale e turismo sostenibile: sono i pilastri della strategia per la Macroregione Adriatico-Ionica (Eu Strategy for the Adriatic and Ionian Region - Eusair) sui quali la Regione Puglia conferma a più livelli il proprio contributo con l’idea sinergica di rafforzare l'attrattività, la competitività e la connettività in area Adriatico-Ionica. In primis, la Puglia esprime la sua capacità di risposta alle opportunità messe a disposizione dell'Unione europea con progetti concreti e coerenti con la strategia EUSAIR nei Programmi 2014-2020: POR Puglia, IPA Italia-Albania-Montenegro, Programma Grecia-Italia e, in particolare, ADRION, una prima occasione di finanziamento per Eusair che non prevede fondi aggiuntivi, né una legislazione ad hoc, e neppure nuove strutture istituzionali. Sia il Programma di Cooperazione Territoriale Europea “Adriatico-Ionico” che la strategia per la Macroregione, infatti, coinvolgono la stessa area geografica: 4 Stati membri Ue (Croazia, Grecia, Italia, Slovenia) e 4 paesi non UE (Albania, Bosnia - Erzegovina, Montenegro, Serbia) che lavorano su aspetti culturali, economici e ambientali comuni, per garantire a ognuno pari opportunità di sviluppo. Un obiettivo per cui la Puglia è particolarmente impegnata e ora, nel periodo di selezione della prima call for proposals ADRION, attende il risultato di un’intensa attività di supporto agli stakeholder pugliesi che hanno presentato oltre 30 progetti in fase di candidatura.

Borghi d'Europa ha compreso la Puglia nei Percorsi Internazionali, proponendo il tema della  Via dei Tratturi. La transumanza conduceva annualmente, fin dalla notte dei tempi, milioni di pecore dall'Abruzzo in Puglia. Questa migrazione aveva bisogno di larghe vie erbose che potessero fornire alimento al bestiame durante il lungo viaggio che durava in media 2 settimane. Pertanto i tratturi erano ad un tempo strade e pascoli luoghi di insediamento per opifici, chiese, taverne e infine centri abitati.

La presentazione delle iniziative di informazione ha valorizzato la conoscenza e l'apprezzamento del Negroamaro dell'azienda agricola  A mano, di Noci (Bari)

" Mark è un winemaker ed arriva dalla California. Io, Elvezia, sono friulana. Ci siamo conosciuti in Sicilia nel 1997. Nel 1998 Mark mi propose di  visitare la Puglia per vedere i vecchi vigneti di Primitivo. Secondo gli studi dell’Università di Davis in California Primitivo e Zinfandel Californiano sono geneticamente identici. La distesa di vecchie vigne ad alberello è una visione incantevole per chiunque, figuriamoci per un winemaker americano. Sentimmo subito una forte attrazione per questa regione. Doveva essere una breve vacanza. Non ce ne siamo più andati!. Da allora nulla è cambiato: produciamo vini eccellenti usando soltanto uve autoctone Pugliesi. Proponiamo uno stile contemporaneo nel massimo rispetto del territorio. Offriamo una qualità straordinaria a prezzi corretti.

Noci (I Nusce in dialetto nocese è un comune italiano di 18 939 abitanti


della città metropolitana di Bari in Puglia. Sorge sulle Murge meridionali e della Terra dei Trulli, comprensorio turistico dei trulli e delle grotte.

«Non lontano da Laurino infatti, in posizione collinare più dolce sorge Noci, con le sue chiese sparse, fatte di chianche, coperte di chianche.»

(Raffaele Nigro, Viaggio in Puglia, Laterza, Bari 2009, pag. 96)

Noci si trova a metà strada tra Bari e Taranto, su una collina delle Murge barese a 420 metri s.l.m. L'altezza di tutto il territorio nocese, che ha una superficie di 148,82 km², varia dai 331 metri s.l.m, nella parte nord-ovest, ai 470 metri di Monte Carello, nella parte nord-orientale. Il patrimonio boschivo è indubbiamente uno degli elementi naturalistici più caratterizzanti. Il fragno (Quercus trojana) ha rappresentato l'unica ed immediata risorsa ambientale dei primi coloni; oggi i boschi, un tempo largamente diffusi nel territorio e abbattuti in larga misura tra XVII e XVIII secolo, occupano circa il 20% dell'intero territorio comunale e sono costituiti per il 90% da fragno.

 

 




La presentazione del Percorso Aquositas al ristorante Dussin di Oderzo - Il progetto L'Europa delle scienze e della cultura (IAI)

 La rete Borghi d'Europa sviluppa il progetto L'Europa delle scienze e della cultura, sotto il Patrocinio

della IAI (Iniziativa Adriatico Jonica).

L'Iniziativa Adriatico Ionica (IAI) è un'organizzazione internazionale nata nel 2000 e che raccoglie alcuni dei paesi che si affacciano sul mar Adriatico e Ionio. È un forum intergovernativo per la cooperazione regionale nella Euroregione Adriatico Ionica. Il suo segretariato permanente ha sede nella città di Ancona, storico avamposto tra l'Europa occidentale, la Grecia e i Balcani, nella cinquecentesca Cittadella, detta anche Fortezza di Ancona.


Borghi d'Europa promuove la presentazione alla stampa dei Percosi Internazionali che compongono il

mosaico del progetto.

A Oderzo ( l'antica Opitergium ), si è svolto un incontro d'informazione presso il Ristorante Locanda

Dussin ( a Piavon), per illustrare le tappe del Percorso Aquositas,Le Vie d'Acqua.

Hanno accompagnato i piatti di pesce interpretati da Nereo e famiglia, gli Spumanti Dal Din di

Vidor , i nettari di Fabian Korsic ( presidente della Associazione Vinoteka dei Colli di San Floriano),

la boschera (vino autoctono proposto dalla scrittrice e degustatrice AIS Antonella Pianca, dell'azienda

agricola Winkler), i vini di

Il ristorante Dussin ospiterà nel corso del 2021 tutti i borghi d'acqua inseriti nella rete.

I territori scelti : Borghi di lago : Carinzia (Austria) ,Verbano (Piemonte),Canton Ticino ;

i borghi di mare : Riviera Romagnola , Istria slovena (Isola) Istria croata (Cittanova), Fossacesia 

(Chieti-Abruzzo),la Laguna di Marano (Friuli Venezia Giulia) ; i borghi di fiume : la Piave (Veneto), 

Il Natisone (Valli del Natisone), il Canton Ticino e la Valposchiavo, il Fiume Stella (Friuli Venezia 

Giulia), Sillian (Ost Tirol, fiume Drava), il Delta del Po (Argenta).


La Via dei Tratturi e Atessa nella rete di Borghi d'Europa (Patrocinio IAI)

 La rete Borghi d'Europa sviluppa sotto il Patrocinio della IAI (Iniziativa Adriatico Jonica,ForumIntergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica), il progetto L'Europa delle scienze e della cultura.

L'Iniziativa Adriatico Ionica (IAI) è un'organizzazione internazionale nata nel 2000 e che raccoglie i paesi che si affacciano sul mar Adriatico e Ionio. È un forum intergovernativo per la cooperazione regionale nella Euroregione Adriatico Ionica. Il suo segretariato permanente ha sede nella città di Ancona, storico avamposto tra l'Europa occidentale, la Grecia e i Balcani, nella cinquecentesca Cittadella, detta anche Fortezza di Ancona.

La Regione Abruzzo fin dal maggio 2010 aveva espresso l'impegno di aderire alla MacroRegione Adriatico Jonica.

Borghi d'Europa ha inserito la Via dei Tratturi nei Percorsi Internazionali compresi nell'iniziativa L'Europa delle scienze e della cultura, scegliendo Atessa come luogo di riferimento per il viaggio del gusto.

Atessa (L'Atésse in dialetto atessano è un comune italiano di 10 567 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte della comunità montana Valsangro. È il più grande comune della provincia per estensione e l'ottavo per popolazione.

Oltre allo sviluppo economico con l'apertura del complesso industriale Honda-Sevel, la città vanta un grande patrimonio storico e artistico, essendo una città molto fiorente durante il Medioevo, prediletta inoltre dalla regina Giovanna II di Napoli nel XV secolo. La fama della città è legata alla leggenda riguardo a un drago ucciso da San Leucio di Alessandria, il patrono della città, la cui costola è conservata nella cattedrale di San Leucio, in posizione predominante nel borgo. 

La presentazione del progetto ha conosciuto un brindisi con il Pecorino 'Tratturo' delle Cantine Spinelli di Atessa, "...vino ideale con tutta la cucina marinara, in particolare con i crudi e i frutti di mare. Si sposa bene anche con piatti delicati a base di carne, con le verdure e i formaggi freschi e semi-stagionati. Ottimo come aperitivo. "